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G.di Vicenza 4/11/2015 Il generale Chinotto

Noi sulla stampa > 2015

L'Unuci ricorda il gen. Chinotto
«Eroe e orgoglio dei vicentini»

Guidò l'esercito italiano sul Carso – Perse la vita nell'agosto del 1916

Roberta Labruna

Lo definisce «un eroe leggendario», una figura della quale «tutti i vicentini debbono andare fieri», un esempio straordinario «per il suo senso del dovere fuori dal comune ed il suo straordinario attaccamento nei confronti di questo territorio e della Patria». Ecco come Luciano Zanini, portavoce dell'Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d'Italia, descrive il generale Antonio Chinotto e bastano queste parole da sole per capire perché la sezione di Vicenza e Bassano dell'Unione ha voluto dedicare a lui il nuovo numero della sua rivista.


SECONDA TAPPA. E così se il debutto del periodico “Vicentini famosi” si era concentrato qualche mese fa sull'approfondimento della figura di Marco Sasso, il giovane tenente caduto in battaglia durante la Prima Guerra Mondiale, il secondo numero accende i riflettori sul generale Chinotto che, nonostante fosse stato ripetutamente ferito durante le battaglie combattute dall'esercito italiano sul Carso durante l'estate del 1916, volle tornare ugualmente a guidare i suoi uomini. Quella dedizione alla causa della Patria gli chiese però il prezzo più alto: il generale Chinotto morì nell'agosto di quello stesso anno ad Udine. A lui dunque sono dedicate le ventidue pagine del nuovo numero di “Vicentini famosi”, disponibile oggi in tremila copie.


LA CELEBRAZIONE. E la data non è casuale: il 4 novembre del 1918, infatti, è terminata la Grande Guerra e in calendario c'è anche la giornata delle forze armate. La pubblicazione verrà anche distribuita oggi durante le celebrazioni previste in pazza dei Signori. Tra le molte iniziative dell'UNUCI, dunque, si inserisce anche questa rivista ed è il suo direttore a spiegare il perché:«E' nata pochi mesi fa – spiega Zanini – per portare alla luce, attraverso ritratti di alto profilo ma allo stesso tempo fruibili a tutti, quei vicentini che per il loro valore hanno dato lustro alla nostra provincia». E Chinotto è uno di questi.

IL RITRATTO
. Ne esce un ritratto a tutto tondo, attraverso due interventi storici dettagliatissimi curati dal conservatore del Museo del Risorgimento di Vicenza Mauro Passarin e dallo storico dell'Unione Nazionale Ufficiali in Congedo Galliano Rosset, ed anche attraverso foto e testimonianze messe a disposizione dai parenti di Chinotto, il quale, spiega ancora Zanini,«è un esempio morale da seguire che può insegnare molto anche alle giovani generazioni perché ha saputo interpretare ideali nobili e alti: Patria, famiglia, attaccamento alla sua terra natale».•

La cifra
97 gli anni trascorsi dalla fine della guerra
La Prima Guerra Mondiale scoppiò nel 1914 ma l'Italia entrò nel conflitto solo l'anno successivo. Dopo tre anni di sofferenze e lutti, l'esercito italiano respinse l'invasione austro-ungarica fino alla fine della guerra il 4 novembre 1918

Da il Giornale di Vicenza del 4 novembre 2015 – pag.14 ® RIPRODUZIONE RISERVATA


Nella foto il portavoce dell'UNUCI Luciano Zanini mostra la nuova pubblicazione


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